Lila Veneziani

Non lasciamo sola la terza dose

  • di Lila Veneziani

Non basta il rischio di una guerra mondiale, la recessione in corso o l’instabilità politica delle imminenti elezioni a distrarci dai nostri doveri. Dobbiamo rimanere sul pezzo, come ci ricorda in una recente intervista il prof. Guido Forni dell’università di Torino, il cui titolo recita: “Perché fare subito la quarta dose e poi il nuovo vaccino in autunno”.  Nel testo si legge: “I dati israeliani sulla quarta… Leggi tutto »Non lasciamo sola la terza dose

Una semplice abitudine

  • di Lila Veneziani

Giorno dopo giorno, quasi impercettibilmente, rileviamo mutamenti di scena della narrazione pandemica in corso che meritano la nostra attenzione. Si tratta di due movimenti distinti ma sincronici. Il primo è un indebolimento degli elementi protagonisti del racconto pandemico, ovvero: Un virus che non ha più alcuna identità definita – ammesso che ne abbia mai avuta una – e che oggi è definitivamente smarginato nelle innumerevoli varianti che… Leggi tutto »Una semplice abitudine

Mi preme premettere

  • di Lila Veneziani

Uno dei segni più evidenti della crisi della libertà di pensiero nel nostro Paese è questa nuova insopportabile abitudine nel dibattito pubblico a fare premesse prima di esprimere qualsiasi idea che non sia perfettamente supina a quelle del sistema. “Premesso che io sono contro la Russia”, sta alle discussioni di oggi come il “Premesso che io credo nei vaccini” stava a quelle di ieri. Sono premesse codificate,… Leggi tutto »Mi preme premettere

L’era del sempliciottismo

  • di Lila Veneziani

Eravamo ai primi di marzo del 2020, agli inizi della grande chiusura del Paese, e in Italia l’atmosfera era surreale. Si viveva in una bolla di perenne attesa. Nell’immobilismo coatto molti di noi stavano incollati ai notiziari dell’ultima ora: chi alla tv, chi al pc, chi allo smartphone. Condizione nuova questa, innaturale e perfetta per favorire il filo diretto della comunicazione ipnotica tra il potere e i… Leggi tutto »L’era del sempliciottismo

La faglia

  • di Lila Veneziani

Certi suoni ti svegliano anche dal sonno più profondo. L’ho sentito chiaramente, all’inizio di questa storia, lo scricchiolio insostenibile che veniva da sotto i piedi, dalla profondità delle rocce. Il rumore sordo della terra che si muove, anche se non l’hai mai sentito prima, è primitivo e non puoi ignorarlo. Era la notte del 20 maggio 2012 quando l’eco di un terremoto reale riuscì a scaraventarmi giù… Leggi tutto »La faglia

Le parole per dire neve

  • di Lila Veneziani

Dopo più di cent’anni di dibattito, ancora non si sa quante parole abbiano gli eschimesi per dire “neve”. Le indagini antropologiche e linguistiche sugli Inuit e sugli altri popoli delle zone artiche (il primo antropologo a parlarne fu Franz Boas nel 1911) non sono mai riuscite a trovare un accordo sul tema: chi sosteneva fossero 5, chi 27, chi addirittura 100, ma proprio questa varietà di risultati… Leggi tutto »Le parole per dire neve

In questi giorni capisco

  • di Lila Veneziani

“In questi giorni capisco perché guardo alla nostra Costituzione con un interesse che prima non avevo mai provato: perché è nelle emergenze che le scialuppe di salvataggio diventano preziose. E sono andata a ricercare il testo della discussione parlamentare che è stata alla base della sua scrittura nel tentativo di trovarne non solo le ragioni e i contenuti, ma anche e soprattutto il Sentimento e i pensieri… Leggi tutto »In questi giorni capisco

Forse tutto questo

  • di Lila Veneziani

“Forse tutto questo è successo perché si è parlato e scritto troppo. Forse con il benessere degli ultimi decenni è arrivata anche una grande inflazione della parola rispetto all’azione, del lavoro intellettuale rispetto a quello fisico. Poca vita vera, vissuta a contatto con altri corpi, e troppa invece attraverso immagini riflesse.”

Svegliarsi in un mondo

  • di Lila Veneziani

“Svegliarsi in un mondo alla rovescia costringe a una verifica identitaria profonda, a un esercizio costante e radicale di revisione dei contenuti più scontati, a un’analisi grammaticale di ogni conversazione quotidiana.”