articoli

Auguri Julian

  • di Roberto Li Causi

03.07.2022 Oggi è il tuo compleanno, Julian, e rivolgiamo gli auguri a tutti noi che siamo i veri destinatari del monito lanciato per il tramite della tua persecuzione. La tua prigionia, infatti, è mille volte più odiosa tanto più ci appare simbolica e diretta a tutte le persone disposte a guardare in faccia la verità.  Quali che siano le ragioni e i misteri dietro gli avvenimenti che… Leggi tutto »Auguri Julian

Mi preme premettere

  • di Lila Veneziani

Uno dei segni più evidenti della crisi della libertà di pensiero nel nostro Paese è questa nuova insopportabile abitudine nel dibattito pubblico a fare premesse prima di esprimere qualsiasi idea che non sia perfettamente supina a quelle del sistema. “Premesso che io sono contro la Russia”, sta alle discussioni di oggi come il “Premesso che io credo nei vaccini” stava a quelle di ieri. Sono premesse codificate,… Leggi tutto »Mi preme premettere

L’era del sempliciottismo

  • di Lila Veneziani

Eravamo ai primi di marzo del 2020, agli inizi della grande chiusura del Paese, e in Italia l’atmosfera era surreale. Si viveva in una bolla di perenne attesa. Nell’immobilismo coatto molti di noi stavano incollati ai notiziari dell’ultima ora: chi alla tv, chi al pc, chi allo smartphone. Condizione nuova questa, innaturale e perfetta per favorire il filo diretto della comunicazione ipnotica tra il potere e i… Leggi tutto »L’era del sempliciottismo

La fiducia anima il cambiamento

  • di Giuseppe Lorenzetti

In molti sono stati chiamati a resistere negli ultimi due anni. C’è chi da una vita aspettava questo momento e chi invece ci si è ritrovato dentro senza nemmeno capire come. Uomini e donne coraggiose hanno scelto di resistere, ognuno a suo modo, di fronte a quelle che hanno riconosciuto come ingiustizie, a partire dalla gestione della pandemia, per arrivare poi all’approccio alla guerra. Questi uomini e… Leggi tutto »La fiducia anima il cambiamento

Perché Fosbury

  • di Roberto Li Causi

Tocca allo spilungone di Portland. Dagli spalti qualcuno indica la chioma ondulata del ragazzo che indossa la pettorina numero 272. Lo si vede fare avanti e indietro a ridosso della pista di atletica, mentre la voce metallica dello speaker si fa spazio tra il brusio della folla ammassata sulle tribune dello stadio Olimpico Universitario di Città del Messico: “la varilla en el salto de altura està colocada… Leggi tutto »Perché Fosbury

La faglia

  • di Lila Veneziani

Certi suoni ti svegliano anche dal sonno più profondo. L’ho sentito chiaramente, all’inizio di questa storia, lo scricchiolio insostenibile che veniva da sotto i piedi, dalla profondità delle rocce. Il rumore sordo della terra che si muove, anche se non l’hai mai sentito prima, è primitivo e non puoi ignorarlo. Era la notte del 20 maggio 2012 quando l’eco di un terremoto reale riuscì a scaraventarmi giù… Leggi tutto »La faglia

Le parole per dire neve

  • di Lila Veneziani

Dopo più di cent’anni di dibattito, ancora non si sa quante parole abbiano gli eschimesi per dire “neve”. Le indagini antropologiche e linguistiche sugli Inuit e sugli altri popoli delle zone artiche (il primo antropologo a parlarne fu Franz Boas nel 1911) non sono mai riuscite a trovare un accordo sul tema: chi sosteneva fossero 5, chi 27, chi addirittura 100, ma proprio questa varietà di risultati… Leggi tutto »Le parole per dire neve

“Noi siamo un dialogo” (Stanghellini, 2017) – un commento

  • di Silvia Noris

La lettura del libro “Noi siamo un dialogo” di Stanghellini mi ha suscitato diverse riflessioni e associazioni di idee, pensieri e immagini; le espliciterò così come mi sono venute, senza dare allo scritto una struttura compatta e coerente. L’alterità che alberga in noi Nei capitoli “Il dialogo con l’alterità” (pagg. 38-43) e “Il perturbante e il doppio segretamente familiare” (pagg. 46-49), si parla di una alterità non… Leggi tutto »“Noi siamo un dialogo” (Stanghellini, 2017) – un commento

Nessun rispetto per la morte

  • di Vanina Sartorio

La morte è l’ultimo tabù rimasto nella nostra società, cosiddetta occidentale e, forse proprio per questo, il più potente. Potrebbe sembrare un controsenso, dal momento che la facilità di connessione che caratterizza la comunicazione digitale sembra abbattere le barriere e dare una maggiore libertà di espressione su qualsiasi argomento. Tuttavia, l’ipercomunicazione digitale, priva di sguardo e voce corporei, tende ad annullare la lontananza, senza per questo favorire… Leggi tutto »Nessun rispetto per la morte